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IL MERCATO

Chi di noi non è mai stato,almeno una volta nella vita,in questo allegro spazio di vita. Sono sicuro che chiunque di voi, a qualsiasi classe sociale appartenga,sia esso abbiente o meno, si sarà trovato, almeno una volta, a districarsi in un allegro bazar.
E cosa c’è di più divertente. Uno spaccato reale della nostra società.
In ogni mercato c’è il re, ovvero la bancarella che riesce a conquistare il maggior numero di persone grazie alle offerte migliori e concorrenziali, spesso urlate alla gente che passa, come pure è facile riconoscere quello che sta seduto sulla sedia aspettando che qualcuno, forse più per pietà che per desiderio, si fermi a guardare la sua merce esposta.
Una cosa che mi ha colpito è che, anche nel mercato, vigono le severe regole del marketing industriale, e così mi è capitato di assistere ad un litigio tra due uomini,uno criticava l’altro in quanto lo stereo che mandava gigi d’alessio a tutto volume non attirava gente, anzi aveva l’effetto contrario, ma l’altro che chissà forse si era appena laureato in bocconi, sentenziava al povero extracomunitario alle sue dipendenze, chiudendo la conversazione, “tornatenn o paes tuo” traduco “torna al tuo paese d’origine”.Il poveretto non ha osato replicare anche perché rischiava di perdere quei 20 euro che stava faticosamente guadagnando e che, forse, avrebbe visto a fine giornata.
Nell’ angolo del falso, patria di Gucci,Prada,Fendi,Nike ecc… il tutto rigorosamente taroccato, è facile vedere persone di bell’aspetto e ben vestire, che sicuramente non sfigurerebbero se le si vedesse passeggiare in via dei Condotti a Roma o in via Montenapoleone a Milano, le quali pur di accaparrarsi l’ultimo “originale” prodotto falso perdono ogni briciolo di educazione e classe, scendendo a tragiche o tragicomiche forme di negoziazione che neanche nei mercati di Bagdad è possibile vedere. E chissà se alla fine la gentildonna sarà riuscita a strappare, dopo lunghe ed estenuanti trattative, quell’euro per il caffè a quel venditore nigeriano: la domanda rimane senza risposta.
E poi mi chiedo ma chi ha il coraggio di voi,sfido il più coraggioso, a provare le pregiate fritture per palati raffinati che è possibile acquistare nei furgoncini ambulanti con nomi altrettanto allettanti, tipo da peppe il re dei panzerotti o da franco la casa delle zeppolelle(frittelle di pasta cresciuta),ma la cosa a cui non è possibile resistere è l’odore che si sente, a distanze chilometriche, di olio che frigge. E che olio,quello della selenia gli fa un baffo,altro che motori delle macchine. Secondo me da quando hanno aperto “bottega” non è mai stato cambiato. Se volete un ulcera gastrica garantita a buon prezzo, favorite gente, favorite!

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