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la manovra finanziaria

La nuova manovra è l’ennesimo esempio di un governo falso e populista che dona (tagliando) da una mano e toglie dall’altra.
Chi pagherà questa manovra,volete saperlo?ve lo dico con un simpatico ma al tempo stesso deprimente esempio ma quanto mai realistico, pagherà questa manovra l’insegnante che ogni giorno fa 50 km bloccato nel traffico e che vedrà aumentare il pedaggio delle strade gruviera che percorre ogni giorno,ovviamente dimentico il blocco del suo stipendio ed auguro a questo sfortunato di non avere incidenti,perchè ove divenisse invalido gli auguro vivamente di esserlo per una percentuale superiore all’80%, percentuale ora minima per avere una pensione d’invalidità.
Al contrario quali conseguenze economiche per il Briatore d turno,il Corona de noaltri,quelli che fanno gli sceicchi su panfili intestati a società di charter straniere,quelli che riportano i soldi evasi dalle tasse nascosti nei paradisi fiscali, dove vanno in vacanza,  con lo sconto del condono.
Speriamo che il povero insegnante di prima non veda il cieco che sta leggendo questo breve scritto e che magari riconosciuto invalido al 100% ritira ogni mese la sua lauta pensione.
Se mi consentite il francesismo: questa manovra è proprio una Merda!

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Il ritorno

Cari lettori,mi scuso con voi per la mia assenza da questo blog, nato un po’ per gioco, un po’, forse,  per convincermi che anche io potevo dire qualcosa al mondo, agli altri, insegnare qualcosa,non so da quale pulpito,non vorrei per questo sembrare presuntuoso, in realtà volevo soltanto lasciare qualcosa nelle menti e soprattutto nei cuori di voi lettori del mio blog.

Sono assente da quasi un anno da questo blog ma tanto è cambiato attorno a me ma soprattutto dentro di me,io sono cambiato,tranquilli non ho perso il mio senso della legalità ma penso di essere cresciuto.Dopo 2 esperienze all’estero ho acquistato una grande fiducia in me stesso,ho vissuto avventure incredibili che neanche quelle di robinson cruseau o gulliver sono minimamente paragonabili ma soprattutto, penso, di  essere più orgoglioso del mio Paese,sento di essere più italiano,più europeo,più cittadino del mondo.

Ho imparato a mie spese che tutto il mondo è paese, ho visto cose che forse in Italia sono inimmaginabili segni di civiltà ed efficienza che difficilmente saranno realizzabili visto il carattere di certi miei connazionali ma devo ammettere, forse non lo avrei mai detto, che l’Italia manca,nonostante i tanti forse troppi contro,a volte noi Italiano dimentichiamo quanto sia bello il nostro Paese,il clima,le bellezze naturali e artistiche,la nostra immensa e complessa storia che non è solo storia d’Italia ma di un mondo che è nato, è cresciuto sulla nostra terra,storia alla quale dovremmo rendere merito se oggi siamo ciò che siamo.

Ma devo dire che mi mancava soprattutto il modo di vivere,la spensieratezza,la lentezza,la tranquillità,la spontaneità che caratterizza la mia vita,forse molti di voi,avranno capito che non vivo in prossimità del raccordo anulare nè in una delle periferie dell’industrioso nord-est bensì in un centro medio-piccolo,una delle tante realtà cittadine italiane,che in fin dei conti mi ha permesso una vita un po’ più vivibile,spero mi perdonerete il giro di parole.

Per questa sera vi saluto ma vi prometto che continuerò a scrivere con maggiore assiduità.A presto

IL MERCATO

Chi di noi non è mai stato,almeno una volta nella vita,in questo allegro spazio di vita. Sono sicuro che chiunque di voi, a qualsiasi classe sociale appartenga,sia esso abbiente o meno, si sarà trovato, almeno una volta, a districarsi in un allegro bazar.
E cosa c’è di più divertente. Uno spaccato reale della nostra società.
In ogni mercato c’è il re, ovvero la bancarella che riesce a conquistare il maggior numero di persone grazie alle offerte migliori e concorrenziali, spesso urlate alla gente che passa, come pure è facile riconoscere quello che sta seduto sulla sedia aspettando che qualcuno, forse più per pietà che per desiderio, si fermi a guardare la sua merce esposta.
Una cosa che mi ha colpito è che, anche nel mercato, vigono le severe regole del marketing industriale, e così mi è capitato di assistere ad un litigio tra due uomini,uno criticava l’altro in quanto lo stereo che mandava gigi d’alessio a tutto volume non attirava gente, anzi aveva l’effetto contrario, ma l’altro che chissà forse si era appena laureato in bocconi, sentenziava al povero extracomunitario alle sue dipendenze, chiudendo la conversazione, “tornatenn o paes tuo” traduco “torna al tuo paese d’origine”.Il poveretto non ha osato replicare anche perché rischiava di perdere quei 20 euro che stava faticosamente guadagnando e che, forse, avrebbe visto a fine giornata.
Nell’ angolo del falso, patria di Gucci,Prada,Fendi,Nike ecc… il tutto rigorosamente taroccato, è facile vedere persone di bell’aspetto e ben vestire, che sicuramente non sfigurerebbero se le si vedesse passeggiare in via dei Condotti a Roma o in via Montenapoleone a Milano, le quali pur di accaparrarsi l’ultimo “originale” prodotto falso perdono ogni briciolo di educazione e classe, scendendo a tragiche o tragicomiche forme di negoziazione che neanche nei mercati di Bagdad è possibile vedere. E chissà se alla fine la gentildonna sarà riuscita a strappare, dopo lunghe ed estenuanti trattative, quell’euro per il caffè a quel venditore nigeriano: la domanda rimane senza risposta.
E poi mi chiedo ma chi ha il coraggio di voi,sfido il più coraggioso, a provare le pregiate fritture per palati raffinati che è possibile acquistare nei furgoncini ambulanti con nomi altrettanto allettanti, tipo da peppe il re dei panzerotti o da franco la casa delle zeppolelle(frittelle di pasta cresciuta),ma la cosa a cui non è possibile resistere è l’odore che si sente, a distanze chilometriche, di olio che frigge. E che olio,quello della selenia gli fa un baffo,altro che motori delle macchine. Secondo me da quando hanno aperto “bottega” non è mai stato cambiato. Se volete un ulcera gastrica garantita a buon prezzo, favorite gente, favorite!

Messaggio

E lei la ragione che mi spinto a creare un blog, ebbene si, mai avrei immaginato che sarei rimasto colpito dalle parole di una canzone semplice, non scritta da un cantante famoso né tantomeno da un R&B americano bensì una canzone in dialetto napoletano scritta da una ragazza come tante,una qualsiasi,una delle tante cantanti neomelodiche che affollano i palinsesti delle tivù locali campane.
Ma no, no, lei non è come le altre,non parla dell’amore,dei tradimenti,cose che sicuramente aumentano la possibilità di vendere un cd e colpiscono di più perché dirette al cuore,no!
Mi ha colpito Raffaella Palumbo ,questo è il suo nome, perché parla del luogo dove è nata,Scampia,parla dei problemi della sua terra,parla al popolo,parla del male che circonda il Suo quartiere,parla della droga,dei morti ammazzati ma soprattutto parla della Speranza.
Si la speranza,quella forza che solo i giovani ancora hanno dentro di se e che gli adulti hanno trasformato in rassegnazione se non addirittura indifferenza.
La speranza si legge tra le righe del finale della sua canzone ,Messaggio, ed è appunto un’ esortazione a tutti,un invito a non accettare le cose così come sono, ma a fare di tutto per cambiarle e soprattutto per cambiare l’anima di coloro che hanno perso di vista i veri valori della vita o non ne hanno mai avuti.
Non so quale sia realmente l’obiettivo di Raffaella, forse solo cantare della sua terra e del suo quartiere ma mi sento in dovere di dirle Grazie,perché è bello sapere che ancora ci sono persone che sognano, vivono e ancora lottano per cambiarlo questo mondo.
Vi lascio con le parole di Raffaella e spero che anche per voi arrivi il messaggio, a me è arrivato…. «Noi vogliamo soltanto una vita migliore… noi qualcosa dobbiamo fare, nel nome del signore li dobbiamo aiutare»

Welcome on my blog

A tutti i lettori e le lettrici del mio blog,a tutti coloro che, per puro caso, sono finiti in questo angolo remoto della rete,a tutti i curiosi auguro il benvenuto nel mio blog.Prima di tutto vorrei spiegarvi le ragioni che mi hanno spinto a creare questo blog,certamente non l’unico che si può trovare sul web anche perché tanti come me hanno trovato un po’ di tempo e di spazio nella loro vita per dire la loro e per far sentire la loro voce.
Così anch’io, come loro, ho deciso di creare questo blog per poter dire quello che penso,per esprimere liberamente la mia opinione, che spesso vorrei esprimere, ma che poco spazio nella vita di tutti i giorni. Solo la rete da questa immensa possibilità,potersi esprimere liberamente,attirare l’attenzione su dei problemi spesso ignorati e se anche dovessi sapere che uno solo di voi è rimasto colpito o interessato ad uno degli argomenti che tratterò per me sarà già un grande risultato.
Il titolo del mio blog non deve fuorviarvi,la parola libertà è usata ed abusata negli ultimi anni e spesso associata erroneamente ad una certa classe politica, che addirittura ne fa uno slogan del proprio partito,in realtà non c’è partito politico né stato democratico senza libertà ovviamente questa libertà trova un limite nella riservatezza e nel rispetto degli altri, e così ci tengo a precisare che il mio blog non vuole essere per niente politicizzato ma assolutamente imparziale ed obiettivo, per quanto possibile.
Spero vivamente che il mio blog possa essere per voi un luogo dove riflettere,dibattere e possa così accendere in voi la curiosità sulla realtà che ci circonda. Buon blog…..

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